Benigni contro Berlusconi: “Meno male che è tornato, non c’avevo più battute”

“Pensavo fosse una standing ovation invece vedo che non avete le sedie. Al mio amico Flavio Zanonato neanche una sedia gli è rimasta“. È cominciato così, con un’affettuosa battuta sul sindaco del PD sempre più isolato nel Veneto del PdL, il primo spettacolo di Roberto Benigni dopo le ultime elezioni.
Ancora una volta lo showman italiano si ritrova di fronte Berlusconi capo del governo. E Benigni non gli ha risparmiato battute e frecciatine. Lo scenario dcel Dante secondo Benigni era quello fantastico di Prato della Valle, vicino alla basilica di Sant’Antonio, riempito da un pubblico che assisteva in piedi.
“Ma come fa ora Padova - si è chiesto Benigni alludendo anche alla targa automobilistica - senza il suo PD?“. Zanonato sorride da sotto il palco, ma il vero bersaglio della inarrestabile ironia dell’artista toscano è stato il neopremier Berlusconi. “Per par condicio” in realtà, ha osservato, visto che l’anno scorso “mi sono divertito con l’opposizione, ora tocca al governo. Meno male che è tornato Lui, io mi ero inventato Dante perchè non c’avevo più battute“. Berlusconi “che si è salvato appena in tempo se no galera a vita - aggiunge - che appena fa una legge, si sa che problemi c’ha“. Quel Silvio che si è tanto arrabbiato per la sconfitta dell’Italia agli Europei con la Spagna che si è ripromesso un ddl ad hoc per il prossimo anno, ma che intanto “ha deciso di mandare i rifiuti di Napoli a Barcellona“. Mentre il ministro della Cultura Bondi, - “falso come un bilancio di Berlusconi” - ci è rimasto tanto male “che non vedrà più Zorro per il resto della sua vita“. D’altra parte, sempre in tema di Europei, “come si fa a giocare e a vincere guardando Ignazio La Russa?“, che presenziava all’incontro.
Anche la Lega finisce sotto attacco, soprattutto il ministro Calderoli che da vicepresidente del Senato aveva creato un caso internazionale con la sua maglietta anti-islam. “Come mai li fanno ministri? - si chiede Benigni - Ma per tirare su di morale i bambini rimasti più indietro“, cioè per dirgli “se mandano uno come lui al governo…“. Ma è sempre Berlusconi quello che rimane nel cuore di Benigni. Silvio che “ha avuto cinque o sei mogli, ma ora vuole pigliare l’ostia - ricorda - visto che è gratis“. E che da anni continua a giurare sui suoi figli, “e allora domanda si pone: di chi sono davvero i suoi figli?“. E che ci tiene tanto ad essere protagonista “che vorrebbe essere lo sposo di ogni matrimonio cui è invitato, e anche il morto di ogni funerale“. Pensate che problemi avrebbe Dante, se vivesse nella nostra epoca: “dovrebbe inventarsi un girone soltanto per lui“.
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L'articolo è stato pubblicato Martedì, 24 Giugno 2008 alle 11:21 in Attori, Registi, cinema, cultura, spettacolo.
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